L’OLIO DELLA POESIA 2025: L’ospitalità della lingua. Poesia e traduzione – Palazzo Comi
L’Olio della Poesia 2025
Lucugnano, Palazzo Comi
“L’OSPITALITÀ DELLA LINGUA: POESIA E TRADUZIONE”
Sabato 26 luglio, ore 20.00
conversazione-recital a cura di ANTONIO PRETE
con PIETRO TARAVACCI, JOSÉ MARÍA MICÓ e MARTA BOLDÙ
Si aprirà nella Casa della Poesia di Palazzo Comi, a Lucugnano, sabato26 luglio, alle 20.00, la ventinovesima edizione dell’Olio della Poesia.
Luogo simbolo del fare letterario nel Salento, dimora del poeta Girolamo Comi, fucina e ponte, all’indomani della II guerra mondiale, con l’Accademia Salentina e le edizioni dell’Albero di una comunicazione che legò la terra salentina con il Mondo delle lettere e della poesia, Palazzo Comi, luogo del Polo Biblio-museale di Lecce gestito in collaborazione con l’Associazione Tina Lambrini sarà luogo dell’incontro “L’OSPITALITÀ DELLA LINGUA: POESIA E TRADUZIONE” a cura del poeta ANTONIO PRETE dedicato al tradurre poesia.
Parteciperanno alla conversazione-recital con Antonio Prete, Pietro Taravacci, professore emerito di Lingua e Letteratura spagnola presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trento, José María Micó poeta, musicista, traduttore e Marta Boldù, cantante.
ANTONIO PRETE, saggista, narratore, poeta, traduttore e critico letterario. ha compiuto i suoi studi di laurea, di perfezionamento e di ricerca a Milano e Parigi, vive a Siena, dove, nell’Università, ha insegnato Letterature comparate e ha diretto il Dottorato di Comparatistica e traduzione letteraria. Ha partecipato attivamente con saggi e interventi a diverse riviste, tra le quali «Per la critica», «aut aut», «Il piccolo Hans». Ha fondato e diretto la rivista «Il gallo silvestre» (1989-2004). Ha tradotto i “Fiori del male” di Baudelaire (Feltrinelli, 2003 e successive edizioni), testi poetici di Mallarmé, Valéry, Rilke, Jabès, Machado, Celan, e di molti altri poeti. Ha tradotto i racconti giovanili di André Gide e diverse opere di Edmond Jabès. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue.
PIETRO TARAVACCI, formatosi come italianista a Pisa, e in seguito presso l’University of Virginia, ha iniziato la sua attività di docente universitario come ricercatore di Filologia Romanza a Trento, successivamente è stato professore Associato di Lingua e Letteratura Spagnola all’Università di Bologna; infine, dal 2001 al 2023 è stato professore ordinario di Letteratura spagnola all’Università degli Studi di Trento. Attualmente è professore emerito di Letteratura spagnola all’Università degli Studi di Trento.
Già presidente dell’Associazione degli Ispanisti Italiani e direttore del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Filologici dell’Università di Trento è direttore responsabile della rivista «TICONTRE. Teoria Testo Traduzione», direttore del Seminario Permanente di Poesia (SEMPER), membro di comitati scientifici e di redazione di numerose riviste fa parte della giuria del “Premio Benno Geiger per la traduzione poetica”, presso la Fondazione Cini di Venezia ed è Presidente della Giuria del “Premio di poesia Città di Trento – Oltre le mura”.
JOSÉ MARÍA MICÓ, voce esemplare della lirica spagnola contemporanea, insegna all’Università Pompeu Fabra di Barcellona. Ha tradotto autori classici europei quali Ramón Llull, Jordi de Sant Jordi, Ausiàs March, Petrarca, Ariosto, Tasso, oltre a poeti contemporanei catalani e italiani. La sua traduzione della Divina Commedia è universalmente considerata un capolavoro e quella dell’Orlando Furioso ha ricevuto il Premio Nazionale della Traduzione sia in Spagna che in Italia. Negli ultimi anni Micó ha musicato le proprie poesie per il duo “Marta y Micó”, accompagnando con il suono della chitarra la voce di Marta Boldù.
MARTA BOLDÚ, cantante, filologa, insegnante di letteratura con José María Micó ha registrato gli album “En una palabra” e “Memoria del aire” (Picap, 2015 e 2016). Molto attiva in concerti e recital la sua interpretazione vocale trascina alla ricerca di quel punto essenziale in cui sentimento, pensiero e parola si fondono, una vera e propria celebrazione della parola poetica la sua, del sentimento recitato, ricreato nella voce e nel gesto di chi, interpretando, prega. Come studiosa e insegnante di letteratura, ha curato, tra gli altri testi, Lazarillo de Tormes (RBA), ed è coautrice di “En un lugar de La Mancha” (Prensas Universitarias de Zaragoza), edizione speciale del Don Chisciotte.
