Cominciamo, con questo evento, una serie di incontri sul testo delle Nuove Indicazioni 2025 per il I ciclo.
Siamo molto preoccupati, come Asfodelo, della piega che questi documenti programmatici nazionali stanno prendendo.
Peraltro la nostra non è una voce isolata. Moltissime associazioni di settore e molti esponenti del mondo accademico (pedagogisti, psicologici, studiosi di didattica) si sono già espressi con durezza contro un testo che rischia di fare arretrare la scuola pubblica di decenni, sia sul versante educativo che su quello della ricerca teorica e metodologico- didattica.
Un testo, peraltro, che è stato oggetto di un confronto breve e “risicato” con docenti, dirigenti, associazioni disciplinariste.
Un testo calato dall’ alto.
E quante scuole, pubblicata la bozza ministeriale a marzo scorso, ne hanno parlato al loro interno?
Quanti genitori sono a conoscenza di questo cambiamento di rotta?
Tutto tace, come al solito, quando c’ è di mezzo la scuola.
I giornaloni non ne parlano, meno che mai i giornalini. I politici non trovano redditizio parlare di queste cose.
I massmedia, in genere mal informati su simili questioni, non sono attratti da argomenti che non garantiscono loro notizie ad effetto.
Documenti di simile portata esigono il confronto più ampio possibile, non 100 esperti che, seduti intorno ad un tavolo, decretano verità incontrovertibili.
Ma, tutto sommato, va bene così: meglio cittadini ignoranti e superficiali…la storia ce lo racconta da secoli.
E gli esiti dell’ attuale politica, da quella nazionale a quella locale, ce lo dimostra.