Eventi - 26 Set 21

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25 Settembre
La narrazione del paesaggio. Laboratorio di scrittura con Cristina Carlà
25 Settembre 2021, ore 17:00
Celacanto
Via Carlo Mirabello 3, Marina Serra

COSA ASPETTARSI
Solitamente si pensa che il paesaggio sia qualcosa di fermo, fisso, vago, come se fosse soltanto la scenografia dentro cui viviamo. In realtà il paesaggio vive con noi, è impastato con la nostra vita, il nostro pensiero, il lavoro, il respiro. Durante questo laboratorio cercheremo di raccontare i luoghi che abitiamo, cercando così di comprenderne la loro più intima natura. Non si tratterà soltanto di elencarne le parti, le porzioni, ma di raccontarle a nostro modo e con la nostra voce. La narrazione è infatti lo strumento più profondo per raccontare l’intimità dei luoghi e le loro relazioni con la nostra storia. Perché? Perché in verità il paesaggio non esiste di per sé, ma prende forma solo se c’è qualcuno che lo osserva, lo abita e lo costruisce.

IL LABORATORIO
Il laboratorio è per definizione un luogo in cui si lavora insieme. Insieme quindi cercheremo di scrivere dei testi partendo da una presa di contatto fisica ed emotiva con il luogo che abitiamo: lasceremo che il paesaggio entri nella scrittura e che la scrittura lasci qualcosa nel paesaggio. Uno scoglio, una casa, una barca. Una campagna, una muretto a secco, una pagghiara. Un albero, un vicolo, un paese. Una chiesa, una grotta, un menhir. Una luce, un’ora, una direzione. Un suono, un canto, un profumo. Queste sono solo alcune delle parti che compongono un paesaggio culturale, il nostro, sono lo spazio dove si avvera la nostra esistenza e in cui convivono innumerevoli paesaggi. Il nostro intento sarà scoprire le infinite storie che nasconde.

COME SARA’ ORGANIZZATO
Sabato 25 Settembre dalle 17 alle 20
Domenica 26 Settembre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19:30.
Giovedì 30 Settembre daremo una restituzione al pubblico dei testi che verranno prodotti durante il laboratorio.

A CHI E’ RIVOLTO
A chi vuole provare a raccontare il territorio collocando su di esso le nostre storie: vere o immaginate. A chi è curioso del mondo e di se stesso nel mondo. A chi sa che il paesaggio è una costruzione e che le parole sono simili alle pietre.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE euro 40,00
INFO: 329.1271425
ISCRIZIONI: info@coppulatisa.it

Vi aspettiamo al #CelacantoBeneComune!

Tutte le attività si svolgono nel rispetto delle disposizioni sanitarie per il contenimento del contagio da COVID-19. Invitiamo tutti i nostri ospiti alla massima collaborazione: venite al Celacanto muniti di mascherina ed indossatela quando occorre, anche all’aperto!

 


Info & Prenotazioni
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26 Settembre
Si fa presto a dire: Giochiamo? – Giornate del Patrimonio
26 Settembre 2021, ore 10:00
Palazzo Comi – Casa Museo
Via delle Grazie, 1, Tricase

Laboratorio teatrale a cura di Alibi Teatro per nonni (ma anche genitori) e bambini (età dai 5 ai 10 anni).
Durata del laboratorio: 60 minuti
Tematiche: gioco espressivo, narrazione e fiaba interattiva.
Guardarsi negli occhi, dare valore alla qualità del tempo insieme senza aspettarsi risultati formali.
Qui si gioca! Lasciandosi coinvolgere dalla creatività, che non ha età.
Questa è l’unica regola del laboratorio per bambini e nonni o genitori.

Posti disponibili: 0 di 21 (21 già prenotati)


Info & Prenotazioni
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26 Settembre
Tra Casa Comi e il borgo di Lucugnano, visita guidata – Giornate del Patrimonio
26 Settembre 2021, ore 10:30
Palazzo Comi – Casa Museo
Via delle Grazie, 1, Tricase

Visita guidata nella Casa Museo e tour nel centro storico di Lucugnano.

Da Piazza Comi, dove si ergono il castello del XVI secolo e la preesistente torre, percorriamo via dei Vasai, con le caratteristiche case a corte, e via della Madonna, dove si affaccia il Santuario della Madonna Addolorata.

Nel corso della visita guidata vi allieteremo con alcuni cunti e culacchi dell’estroso e irriverente Arciprete Papa Galeazzo.

La visita farà tappa anche in una bottega di Ceramica dove si potrà assistere a una breve dimostrazione.

(in collaborazione con l’Associazione Archès)

Info al 380/4580810

Posti disponibili: 10 di 15 (5 già prenotati)


Info & Prenotazioni
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26 Settembre
Visita Guidata nella Casa Museo – Giornate del Patrimonio
26 Settembre 2021, ore 18:00
Palazzo Comi – Casa Museo
Via delle Grazie, 1, Tricase

Visita Guidata nella Casa Museo

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio l’associazione “Tina Lambrini – Casa Comi” propone una Visita Guidata nella Casa Museo del poeta salentino Girolamo Comi.

Partenza ore 18.00 con posti limitati.

Si accede solo con Green Pass in corso di validità e negli ambienti chiusi del palazzo è obbligatorio l’uso della mascherina.

Info al 380/4580810

Durata della visita guidata: circa 45′

Ingresso gratuito (offerta libera)

Posti disponibili: 8 di 10 (2 già prenotati)


Info & Prenotazioni
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26 Settembre
“Libertà: casa, prigione, esilio, il mondo” di Yassin Al-Haj Saleh – Giornate del Patrimonio
26 Settembre 2021, ore 19:00
Palazzo Comi – Casa Museo
Via delle Grazie, 1, Tricase

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio l’associazione “Tina Lambrini – Casa Comi” propone la presentazione del volume:

Libertà: casa, prigione, esilio, il mondo
di Yassin Al-Haj Saleh

tradotto da Monica Ruocco

Terra Somnia Editore

Partecipano Monica Ruocco (traduttrice – Professore ordinario di Lingua e Letteratura Araba presso Università Orientale di Napoli), Samuela Pagani (Professore associato di Lingua e Letteratura Araba presso l’Univestià del Salento, Paolo Miggiano e Brizio Montinaro (Terra Somnia Editore). Letture a cura di Alessia Guerriero..

Inizio ore 19, posti limitati.

Si accede solo con Green Pass in corso di validità e negli ambiente chiusi del palazzo è obbligatorio l’uso della mascherina.

Info al 380/4580810

 

YASSIN, LIBERTÀ – ALFONSO CAPRIO

Da poco più di un anno, con altri tre amici sognatori, abbiamo costituito la casa editrice Terra Somnia Editore. L’ultimo nostro libro pubblicato è un prezioso saggio intitolato Libertà: casa, prigione, esilio, il mondo scritto dal dissidente siriano Yassin al-Haj Saleh – considerato dai suoi compatrioti la coscienza della Siria – e tradotto per noi dalla professoressa di lingua e letteratura araba all’Università degli studi L’Orientale di Napoli, Monica Ruocco.

Il libro, l’unico nel suo genere in Italia, sta riscontrando un grande interesse e qui riporto la recensione del professore Alfonso Caprio che ha scritto in occasione della presentazione del saggio nella rassegna culturale Estate Castellana tenutasi a Castel Volturno il 10 luglio 2021. Buona lettura.

Yassin al-Haj Saleh, Libertà: casa, prigione, esilio, il mondo, Terre Somnia Editore, 2021, pp. 99.

L’Autore dissidente siriano Yassin al-Haj Saleh, per sedici anni in carcere ed oggi esule, ci propone con questo testo: Libertà: casa, prigione, esilio, il mondo, che si compone di quindici capitoli, una riflessione sulla libertà, o meglio su quello che lui intende per libertà, in un contesto di cultura musulmana. La tecnica espositiva utilizzata, per l’esposizione delle sue idee, è quella di farsi delle domande e darsi delle risposte. Il metro di paragone che l’Autore utilizza, per le sue affermazioni, è quello del mondo musulmano, cita poeti e filosofi della sua cultura, utilizza più volte la parola “colonialismo”, un termine ormai antiquato presso gli occidentali; cita i “palestinesi” e i “siriani” come popoli senza patria e né libertà, rivolgendosi, a me sembra, più alla sua gente, che agli europei, anche se alcune sue asserzioni di carattere generale siano condivisibili: «in fondo la libertà, è uscire dalla propria casa, superare il proprio recinto e andare lontano» (p. 22).

Meno invece l’affermazione: «La libertà è capacità di innovare, mentre la cultura, invece, è ripetizione» (p. 23). Il termine “cultura”, così come noi lo intendiamo in Occidente, non è ripetizione, è la “nozione” che è ripetizione; non conosco l’arabo e quindi non mi azzardo a proporre un paragonare tra termini e lingue diverse. Nell’affermazione «Non c’è libertà e che si può essere liberi soltanto abbandonando i contesti a noi conosciti e familiari» (p. 23), il punto di vista dell’Autore si rivolge al mondo musulmano, perché quelli sono contesti a lui conosciuti e familiari.

L’affermazione: «Una prigione non è affatto una casa» (p. 29), per chi è stato per sedici anni nelle prigioni siriane, è un’affermazione condivisibile così come: «Il carcere duro rende duri anche noi? […] Ci si chiude in se e ci si irrigidisce a causa della pressione e della durezza a cui viene costantemente sottoposti» (p. 30).

Yassin ha ben chiaro ad esempio che: «per gli islamisti il loro potere è basato sulla centralità del passato» (p. 36); che è difficilissimo cambiare religione: «La dottrina giuridica islamica la considera un’apostasia punibile con la morte» (p. 49). L’autore stesso riconosce che: «La pena di morte per aver cambiato religione distrugge la stessa idea di religione intesa come casa spirituale» (p. 50). «La risposta è che l’Islam degli islamisti (a differenza dell’Islam della gente o del “popolo”) è un Islam imposto dall’alto, un’eredità derivante dal potere di un Impero» (p. 51). «Un musulmano non potrà essere libero fino a quando crederà che il suo Signore gli ordini di uccidere chi si allontana dalla religione» (p. 52).

«Alcuni “Stati” sono gestiti come se fossero prigioni» (p. 61), questo, forse, nel mondo musulmano, perché io non mi sento di vivere in Occidente in una prigione, tanto è vero che l’autore si è dovuto rifugiare in Germania, che è un paese occidentale, per vivere in pieno quella sua libertà, che nel proprio paese gli era negata.

«Il mondo, mai come oggi, è pieno di miseria, discriminazione, violenza, guerra, prigioni, migrazioni, fame e umiliazione» (p. 63). Riferendosi evidente al mondo musulmano, dove le disparità sociali sono molto più evidenti di quelle Occidentali.

«Inoltre, per ben due secoli, l’Occidente si è ostinatamente opposto a qualsiasi tentativo di rivoluzione sociale e politica in ogni angolo del mondo» (p. 63), ma la seconda guerra mondiale con l’abbattimento dei regimi fascista e nazista non ci dice questo.

«La cultura è quella conoscenza, in arabo ‘ilm (scienza o sapienza)» (p. 65), in Occidente i concetti di “scienza”, che adotta il metodo sperimentale di Galileo Galilei e “sapienza” sono divisi e diversi.

«Il mondo avrà una nuova opportunità soltanto se si trasforma, se si oppone a qualsiasi imposizione

dall’alto e a qualsiasi separazione dal basso o dai lati. Il mondo avrà una nuova opportunità attraverso una rivoluzione che ne cambierà l’ordine costituito» (p. 67), ma mi chiedo quando nel mondo medio orientale avverrà questa rivoluzione.

Condivisibile è l’asserzione: «Per non parlare dei grandi progressi scientifici e tecnologici compiuti contro la natura e l’ambiente, e che un giorno saranno probabilmente classificati come crimini contro la sopravvivenza della nostra specie e la vita sul pianeta nel suo complesso» (p. 76).

«Più si è ricchi e potenti, più forte è la tendenza a isolarsi e proteggersi dagli altri, a dominare e controllare gli altri. Questo è il motivo per cui stabiliamo limiti e restrizioni, e ciò vale soprattutto per il moderno Occidente capitalista» (p. 76), ma anche e soprattutto per le società chiuse musulmane.

«Oggi l’umanità sembra trovarsi a un bivio: bisogna scegliere se sostenere la lotta di quei pochi che difendono la propria prosperità costruendo alti muri mentre chi si trova dall’altra parte sprofonda nella barbarie; oppure lottare tutti insieme per trovare soluzioni umane globali ai problemi umani globali, dalla disuguaglianza nelle libertà alla crisi ambientale» (pp. 77-78). Ecco perché bisogna lottare tutti insieme per la disuguaglianza.

«Certo, nel nostro caso, bisognerebbe anche abbandonare le forme di discriminazione esistenti basate sulla sharī‘a, la legge islamica, così da costruire relazioni più giuste, basate sulla generosità e sull’accoglienza e sull’inclusione.

Non vi è nulla che ostacoli un tale cambiamento, perché l’essere umano non è programmato perché la propria “natura” sia immutabile.» (p. 78), ecco perché in alcuni contesti storici e presso alcuni popoli ci si è spesi e battuti per migliorarsi e non restare fermi sulle antiche posizioni, che l’Ancien Regime aveva riproposte per secoli.

«La nostra natura è la cultura acquisita. La nostra natura è la cultura, e tutta la cultura è storica, soggetta a processi storici e al cambiamento» (p. 79), ecco perché in alcuni contesti la diffusione della cultura è diventata motivo di cambiamento, pensiamo alla pubblicazione dell’Enciclopedia, ad esempio.

«La libertà dovrebbe essere sacrificata per la libertà di altre persone. Posso rinunciare alla mia libertà e alla mia vita per un’altra persona, forse anche per un altro organismo vivente, un animale, una pianta o per un ambiente ecologicamente intatto, ma non per un mostro predatore che prende le sembianze di patria, nazione, religione, partito» (p. 84). Chi si è sacrificato per la libertà degli altri ed è salito sulla croce è stato Cristo ma era il figlio di Dio, tutti gli altri “uomini” si sono spesi, anche a costo della vita, per un ideale e mi piace qui ricordare i nostri patrioti dell’Ottocento e i partigiani dell’ultima guerra mondiale.

«Non può esserci libertà finché esiste la schiavitù, nessuno può godere della propria dignità fintantoché ci sono persone che vengono umiliate e offese» (p. 90), è per questo principio di “uguaglianza”, che la Rivoluzione francese si è spesa per diffonderlo.

È condivisibile in chiusura del volume, che: «Dobbiamo cambiare il mondo nel mondo, perché il mondo è un bene universale, a beneficio di tutti: di ogni individuo, di ogni società e di ogni comunità» (p. 93).

In conclusione voglio sottolineare che il concetto di “libertà”, così come la intendiamo noi oggi ci viene, insieme ai concetti di “uguaglianza” e “fratellanza, dagli Illuministi, le cui teorie hanno modificato e ammodernato tutto il mondo occidentale, non ultimo con la divisione tra religione e laicità dello stato, divisione che nei paesi musulmani non esiste ancora, eppure, in nessun dei quindici capitoli, il nostro Autore non cita mai le conquiste della Rivoluzione francese, come esempio da seguire, forse, forse dico, anche per i paesi musulmani, certo con forme e modi diversi, perché la Rivoluzione dei Gelsomini non ha sortito gli effetti che ci si aspettava, per l’ammodernamento dei regimi medio orientali, perché troppo tiepida e perché in alcuni paesi soffocata sul nascere.

Castel Volturno 10.07.2021

Alfonso Caprio

Posti disponibili: 15 di 27 (12 già prenotati)


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26 Settembre
SOS Bellezza, reading con Matteo Greco – Giornate del Patrimonio
26 Settembre 2021, ore 20:30
Palazzo Comi – Casa Museo
Via delle Grazie, 1, Tricase

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio l’associazione “Tina Lambrini – Casa Comi” presenta:

SOS bellezza di e con Matteo Greco

Il reading è un viaggio di parole alla riscoperta della bellezza concepita come bisogno. Un bisogno non solo culturale, ma umano, fisico esistenziale, per l’individuo come per le comunità.

Un percorso nella pubblicazione poetica e narrativa di Matteo Greco, per ritrovare la fame e la sete di ciò che è bello, e custodirle nella vita di tutti i giorni.

 

Posti disponibili: 16 di 27 (11 già prenotati)


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